Il simulacro della Vergine Maria della Provvidenza custodito nella Chiesa Madre di Zafferana Etnea viene datato alla prima metà del secolo XIX. Di autore ignoto, la statua venne molto probabilmente commissionata quando si decise di collocare la vecchia statua settecentesca nella cappella votiva tuttora esistente all'ingresso del paese, in memoria del miracoloso arresto della lava nel 1792, rendendosi così necessaria la costruzione di una nuova statua processionale.

La scultura è in legno dipinto, ricco di dorature, di pregevole fattura, restaurata nel 1997-98 ed esposta alla venerazione dei fedeli solo nei giorni della festa e nel giorno della Commemorazione della Dedicazione della Chiesa Madre, il 30 ottobre di ogni anno. Essa viene conservata all'interno di una nicchia chiusa da una porta lignea intagliata con i simboli iconografici della Madonna.

Il bambinello Gesù, che la Madonna tiene sul braccio sinistro, esprime con l'abbondanza delle sue forme e col porgere alla Madre delle spighe di grano, la Provvidenza Divina a protezione della Città.

 

Il fercolo è una stupenda macchina processionale ottocentesca in legno scolpito e intagliato in fantasiose forme baroccheggianti, dorate su fondo argentato. L'opera, localmente chiamata "a Vara", è costituita da una ricca base a motivi floreali su cui poggiano otto colonnine, disposte in coppia ai quattro angoli. Le colonne reggono una sfarzosa copertura che si alleggerisce in alto in otto rami convoluti che s'intrecciano al centro, sormontati da una croce.