Nel 1744 Benedetto XIV concesse alla Congregazione dei Chierici Regolari di San Paolo (Padri Barnabiti) una messa della beata Vergine Maria, «madre della divina Provvidenza», piamente venerata a Roma nella Chiesa di san Carlo detta “ai Catinari”.

Sotto questo titolo si onora la missione che Dio, la cui «provvidenza tutto dispone secondo un disegno di amore», affidò alla beata Vergine affinché fosse:

- benignissima Madre di Cristo, per la provvidenza divina che si è dispiegata nell'economia della salvezza, «la beata Vergine Maria ha generato il Salvatore del mondo»;

- provvida madre degli uomini, «che Cristo Gesù le ha affidato dalla croce»;

- dispensatrice di grazia, colei che a Cana di Galilea pregò il Figlio in favore degli sposi (Gv 2,1-11), «ora, assisa alla destra del Figlio, veglia sulla Chiesa che lotta, che soffre, che spera».

La beata Vergine è chiamata «madre della divina Provvidenza» perché da Dio ci e stata data come premurosa madre, che ci procura con la sua intercessione i beni del cielo. Come Dio non può dimenticarsi del suo popolo (Is 49,15) e che proprio come una madre lo consola, così la Madonna ha compassione di noi, intercede per noi, ci occorre nelle nostre necessità, ci ricolma di consolazione (Is 66, 10-14). I fedeli, sorretti dal patrocinio di una Madre così sublime, trovano grazia e sono aiutati al momento opportuno (Eb 4,16) e cercando, secondo il comando del Signore, anzitutto il regno di Dio e la sua giustizia, sperimentano in ogni circostanza della vita la provvidenza del Padre (Mt 6,33).

 

Proprio per la necessità di essere sorretti nei momenti di sconforto, e di avere lo scudo protettivo della Provvidenza Divina del Padre contro i mali del corpo e dello spirito, i zafferanesi scelsero come Mediatrice e Protettrice la Celeste Madre, sotto il titolo “della Provvidenza”. In una terra di frequente sconvolta da disastrosi terremoti e arsa dal fuoco delle lave etnee, il cuore degli umili contadini, carbonai e artigiani del ‘700 naturalmente maturò la devozione per la Madonna sotto tale titolo, cui la chiesa (originariamente una cappella di campagna) fin dalle origini fu dedicata.

La “Provvidenza” è abbondanza di grazie, non solo spirituali, ma anche materiali, quelle legate alle esigenze di vita della gente più modesta, che si sacrifica nel lavoro per un intero anno nella speranza di raccolti fruttuosi. Ed ecco che la Beata Vergine Maria viene chiamata in soccorso, affinché sia dispensatrice di beni celesti e terreni, affinché il suo materno intervento doni fecondità alla terra, e il suo celeste manto protegga l’abitato dalle calamità.