Le confraternite sono delle associazioni pubbliche di fedeli, ecclesiasticamente e civilmente riconosciute, che perseguono fini di religione e di culto e promuovono opere di carità, escludendo qualsiasi fine di lucro.

Fino a qualche decennio fa nella parrocchia erano attive due confraternite, l’una denominata Congregazione di Maria SS. della Provvidenza, l’altra Confraternita del SS. Sacramento.

 

La Congregazione di Maria SS. della Provvidenza fu istituita nell’anno 1876, per opera del cappellano sac. Domenico Privitera, in seguito a capo della parrocchia dal 1911 al 1927. Al momento della costituzione del sodalizio, era cappellano della Chiesa Madre il sac. Giuseppe Sciuti.

Il 1876 quale anno di istituzione ci viene confermato sia dai registri delle assemblee della Congregazione, custoditi in parrocchia, sia dallo Statuto Sociale, redatto nel 1925 dal segretario Angelo Salemi. Lo statuto, come per tutte le associazioni di questo tipo, prevedeva una serie di articoli (in questo caso in numero di 38), in cui venivano dettati i diritti e i doveri dei congregati; nel caso specifico, esso fu sottoscritto e vistato dal canonico Nicolò Ciancio, allora Vicario Generale della Diocesi di Catania.

Dal “TITOLO IV” dello Statuto si apprende che tra i doveri degli associati, oltre che quello basilare di vivere secondo le massime del Vangelo, vi era quello di intervenire alle processioni del Venerdì Santo sera, del Corpus Domini e della festa della Patrona.

Per quanto concerne l’abbigliamento della Congregazione di Maria SS. della Provvidenza, ci è dato sapere con certezza che era corredato di alcuni caratteristici accessori: la “scuzzetta”, una berretta nera di forma circolare con bordatura dorata, e lo scapolare di stoffa azzurra bordata di bianco, avente sul dritto un’immagine della Madonna della Provvidenza e sul verso il simbolo mariano della “M”.

Per quanto riguarda invece la Confraternita del SS. Sacramento, non si hanno documenti che ci assicurano l’anno di istituzione; la data più remota cui si è risaliti è quella del 1818 quando, il 20 febbraio, morirono sepolti dalle macerie della Chiesa Madre distrutta da un terremoto il Governatore Giuseppe Musumeci e i due assistenti maggiore e minore.

Il ruolo che si proponeva questa istituzione, diffusissima un po’ ovunque, è di grande importanza: porre l’Eucarestia al centro della propria vita spirituale e della testimonianza cristiana in ambito familiare e sociale; promuovere il culto eucaristico all’interno della propria parrocchia.

 

 I congregati di entrambe le confraternite partecipavano alle processioni, oltre che con il loro tradizionale abito, con le proprie insegne (stendardi) e con i propri paramenti sacri, dal Crocifisso alle lanterne.

Oggi purtroppo queste due realtà si sono estinte, per il progressivo diminuire di fedeli disposti a farne parte e a mantenere gli impegni che l’appartenenza alla confraternita richiedeva.

 

 Non possediamo molti documenti fotografici d’epoca che testimonino l’attività delle due confraternite nella parrocchia: chiunque fosse a disposizione di fotografie a riguardo è pregato di inviarle o portarle in Chiesa Madre.

 

 

      

 

 

(Foto gentilmente concessa dal Sig. Giuseppe Nicolosi)

 

(Foto gentilmente concessa dal Sig. Giuseppe Nicolosi)