Intorno al 1750, in presenza di una già ben organizzata vita religiosa nel paese, nasceva l'esigenza di istituire nella Chiesa della Madonna della Provvidenza una parrocchia; ciò al fine di poter amministrare autonomamente tutti i sacramenti, senza dover più ricorrere all'Arcipretura parrocchiale di Trecastagni.

Nell'anno 1753, dopo molti tentativi, i Rettori della chiesa di Zafferana inviano un'ulteriore e risolutiva istanza al Vescovo Mons. Pietro Galletti, che dà parere favorevole affinchè venga istituita la parrocchia. Dalla stessa istanza apprendiamo che la chiesa è stata dotata di "due sepolture", per evitare che i morti fossero trasferiti a Viagrande o a Trecastagni per essere lì seppelliti.

L'atto di erezione a parrocchia viene stilato dal Vescovo il 29 maggio 1753, e in esso vi è anche la nomina del cappellano sac. Antonino Motta. La chiesa ottiene così il diritto a tutte le funzioni parrocchiali e a tenere registri propri.

Sotto il profilo dell'amministrazione ecclesiastica il decreto reale del 21 settembre 1826, che portò all'erezione del comune indipendente di Zafferana Etnea, prevedeva come logica conseguenza la creazione di un Vicariato foraneo e quindi il totale distacco da Trecastagni. L'autonomia, inoltre, avrebbe portato la Chiesa di Zafferana ad essere dichiarata "Matrice".

Il 2 giugno 1832, Mons. Orlando, Vescovo di Catania, decreta quanto segue: «I quartieri di Zaffarana, Sarro, Pisano e Rocca d'Api formanti un novello Comune di Zaffarana E., loro ambiti, famiglie, chiese ed oratori, si intendano dismembrati, divisi e separati dalla parrocchiale di Trecastagne, e da ogni altra chiesa qualunque a cui abbiano per lo avanti potuto appartenere; la Chiesa di S. Maria della Provvidenza esistente in detta Zaffarana Etnea sia la Maggiore, e perciò la eriggiamo, stabiliamo e deputiamo d'oggi in avanti per Chiesa Maggiore del suddetto Comune di Zaffarana Etnea con quelle prerogative, preminenze, attributi competenti ad una Chiesa Maggiore». Il Vescovo nomina in questo decreto anche il primo curato parroco, sac. Antonino la Rosa, conferendogli anche l'incarico di Vicario Foraneo.

Nonostante il dovuto decreto, a fronte delle pretese dell'Arciprete di Trecastagni (che perdeva ogni diritto sulla parrocchia) e del cappellano di Bongiardo (che auspicava per la sua chiesa il titolo di Matrice), il Vescovo ordinò che entro cinque anni da quella data si sarebbe dovuta costruire una chiesa degna del titolo di Parrocchia Matrice, essendo in quegli anni la chiesa di Zafferana rimasta incompiuta dopo il terremoto tragico del 1818.

E così fu; in brevissimo tempo la Chiesa Madre di Zafferana fu realizzata a dovere, tanto che gli ispettori inviati dal Vescovo nel 1837 la definirono "di nobile decenza, riedificata con tanto splendore, prodotto dalla particolare pietà dei fedeli, fervorosi verso Maria SS. sotto il titolo della Provvidenza".

Oggi la Parrocchia, a seguito della costituzione delle parrocchie "S. Maria del Carmelo" in Bongiardo, "S. Giuseppe" in Pisano Etneo, "S. Maria del Rosario" in Fleri e "S. Vincenzo Ferreri" in Sarro, comprende un territorio molto più ristretto rispetto al 1837, ma pur sempre vasto.

 

Bibliografia: "Il Priorato di S. Giacomo e Zafferana Etnea" di G. Pistorio