Il primo toponimo che si riscontra nella storia di Zafferana Etnea è "Cella", in un documento del 1494; in tale documento la contrada "Cella" e la contrada "San Giacomo" indicano lo stesso luogo, e da ciò si evince il chiaro rapporto tra il Priorato di S. Giacomo e il primo nucleo abitato.

In un altro documento del 1694 si trova invece per la prima volta il toponimo "Zafarana" che, prevalendo sugli altri, intorno al 1700 darà il nome al paese.

Le terre della contrada Zafarana dipendono amministrativamente dai Comuni di Trecastagni e di Viagrande, mentre dal punto di vista religioso la chiesa, costruita agli inizi del '700, sarà vincolata all'Arcipretura Parrocchiale "S. Nicola di Bari" di Trecastagni fino alla costituzione della parrocchia.

Il 21 settembre 1826 è la data decisiva per la realizzazione di un Comune autonomo col nome di Zafarana Etnea (poi Zafferana Etnea), Un decreto di Francesco I, Re delle Due Sicilie, dispone infatti che i quartieri Zafarana Etnea, Sarro, Rocca d'Api, Bongiardo e Pisano formino un Comune "particolare", distaccandosi dai Comuni di Trecastagni e di Aci SS. Antonio e Filippo.

Primo Sindaco, "Eletto particolare", fu il sig. Salvatore Rosa.

Al nuovo Comune nel 1851 si unirà la frazione di Fleri (ceduta da Aci Sant'Antonio); nel 1934 la frazione di Bongiardo passerà al neo-costituito Comune di Santa Venerina e, infine, nel 1951 la frazione di Petrulli, distaccatasi da Santa Venerina, verrà annessa a Zafferana, per espresso desiderio degli abitanti.

Oggi il Comune di Zafferana Etnea possiede uno dei territori più vasti della Provincia di Catania (76,12 km²), e si estende da quota 560 m a 3350 m circa s.l.m., contando all'incirca 9.000 abitanti.

Adagiata in una rigogliosa vallata, offre scenari di incantevole suggestione, essendo una perfetta terrazza sulla costa jonica e una porta d'accesso diretta per il vulcano più grande d'Europa e il Parco dell'Etna.

Zafferana Etnea è meta indicata per gli amanti del trekking e della natura, e in alternativa offre interessanti percorsi enogastronomici, facendo parte delle Associazioni Città del Vino e Città del Miele.

 

 

Bibliografia: "Il Priorato di S. Giacomo e Zafferana Etnea" di G. Pistorio